{"id":1023,"date":"2024-10-17T14:56:44","date_gmt":"2024-10-17T12:56:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacameratadicremona.it\/?page_id=1023"},"modified":"2025-02-25T10:06:45","modified_gmt":"2025-02-25T09:06:45","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lacameratadicremona.it\/index.php\/la-storia\/","title":{"rendered":"LA STORIA"},"content":{"rendered":"\n<p>La camerata di Cremona debutta il 16 aprile 1961 al Teatro Ponchielli, diretta da Ennio Gerelli, con al primo violino Giulio Franzetti. Fu un debutto eccezionale, come eccezionale ne fu l\u2019occasione, il ricordo del fondatore dell\u2019Accademia Musicale Cremonese Marco Brasi, purtroppo scomparso.<br>Il Maestro Gerelli guida poi l\u2019ensamble nel difficile percorso di diffusione delle sofisticate sonorit\u00e0 monteverdiane, riscuotendo straordinari successi.<br>Sempre sotto la direzione del maestro Gerelli, nel 1968, assume la presidenza della Camerata l&#8217;ing. Gianfranco Carutti. \u00c8 un momento straordinario, che prelude ad un periodo altrettanto straordinario: sotto la presidenza dell\u2019 \u201dIngegnere\u201d, la Camerata di Cremona inizia la scalata a impegnativi e ambiziosi traguardi internazionali, riscuotendo una serie di meritati successi.  Alla morte del Maestro Ennio Gerelli nel 1970, la direzione  passa ad Agostino Orizio, poi ad Angelo Campori, a Tullio Stefani ed infine, nel 1982, per scelta del Presidente Carutti che ne intuisce classe e talento, al giovane cremonese Marco Fracassi.<br>Da allora, sotto la brillante direzione di Fracassi, la Camerata di Cremona conferma i successi e ottiene nuovi consensi in Italia e nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Camerata, breve storia di un mito<\/strong><br>\u00c8 il 1958. A soli 54 anni scompare il musicista Marco Brasi, fondatore e direttore dell\u2019Accademia musicale cremonese. Il complesso, nato nel \u201951, si componeva di prestigiosi strumentisti che, sotto la guida del grande violinista, eseguivano una decina di concerti l\u2019anno, tenendo alta l\u2019immagine musicale della nostra citt\u00e0. A un anno dalla scomparsa di Marco Brasi ha luogo un concerto commemorativo diretto da un altro grande musicista cremonese: Ennio Gerelli. In questa occasione al comitato cittadino per le attivit\u00e0 artistiche culturali nasce l\u2019idea di dare a Cremona una nuova, grande formazione orchestrale, di alto livello professionale, che prende il nome di Camerata di Cremona. Ad essa sar\u00e0 affiancata anche un\u2019altra importante iniziativa: formare un centro di specializzazione musicale per giovani diplomati. L\u2019idea si realizza e il compito viene affidato a una grande esperto: il maestro Giulio Franzetti che poi diventer\u00e0 primo violino del teatro alla Scala.<br>Il 13 aprile \u201961, al teatro Ponchielli, si tiene il concerto di presentazione della Camerata con Franzetti primo violino. A dirigerlo colui che ne diventer\u00e0 il grande leader: Ennio Gerelli.<br>Diplomato in violino, composizione e polifonia vocale, il maestro si \u00e8 dedicato fin da giovane all\u2019attivit\u00e0 direttoriale. Grande talento, \u00e8 giunto alla fama internazionale alla guida dell\u2019orchestra esclusivamente femminile dell\u2019Angelicum di Milano. Sotto la sua direzione la Camerata giunge ben presto ai traguardi pi\u00f9 ambiti della notoriet\u00e0 mondiale.<br>Italo Pestoni, da tanti ani segretario della Camerata, racconta delle memorabili esecuzioni che si susseguirono, fra le quali baster\u00e0 ricordare l\u2019Incoronazione di Poppea di Monteverdi, al festival di Baalbeck, in Libano e ripetuta l\u2019anno dopo ad Atene.<br>Istituito poi anche un complesso corale, nel 1967 la Camerata ottiene un grande riconoscimento. Il Comitato nazionale per le Celebrazioni Monteverdiane, in occasione del quarto centenario della nascita del musicista, la invita ad eseguire canzoni, scherzi, madrigali, il Ballo delle Ingrate, il combattimento di Tancredi e Clorinda e l\u2019Incoronazione di Poppea in tre concerti al Ponchielli e musiche sacre in Cattedrale.<br>\u00c8 nel \u201968 che, nella vita della Camerata, avviene qualcosa di molto importante. Dopo le gestioni Lomabrdi, Trucco e Marini (veri pionieri dell\u2019iniziativa) arriva alla presidenza un uomo che, con il suo carisma e la sua dedizione, influir\u00e0 notevolmente sui destini del sodalizio; un uomo che, in quasi trent\u2019anni di permanenza al vertice, si \u00e8 fatto padre, anima, centro motore della Camerata: Gianni Carutti. Il nuovo presidente da subito grande impulso alla istituzione, sorretto dall\u2019entusiasmo e dalla tenacia che gli sono congeniali, oltre che dalla sua peculiarit\u00e0 di grande cultore dell\u2019arte. Fra le tante affermazioni che segnano la sua gestione ricordiamo le rappresentazioni in costume nel teatro di Versailles e la partecipazione al Festival di Aix en Provence. Questa, purtroppo, fu l\u2019ultima apparizione di Ennio Gerelli alla direzione. Nel \u201970, infatti, scompare la \u201cprima bacchetta\u201d della Camerata.<br>Dopo la sua morte si susseguono alla direzione Agostino Orizio, Angelo Campori e Tullio Stefani e, nell\u201982, la bacchetta passa definitivamente nelle mani del cremonese Marco Fracassi che tuttora la usa con rara maestria.<br>\u00c8 un altro momento magico: il presidente-mecenate intende riproiettare nel mondo una grande immagine della Camerata dopo il periodo gerelliano.<br>Carutti comincia a dar corpo al suo progetto, oggi divenuto consuetudine, dei grandi concerti all\u2019estero. Ecco le \u201ctourn\u00e9es\u201d in Austria (Vienna), Olanda (Maastricht), Francia (Parigi St. Germain), Germania (Amburgo e Lubecca), di nuovo Austria (Salisburgo) e poi, nel \u201994, a New York. Carutti ha voluto portare i suoi musicisti ad esibirsi nella Cattedrale di St. Patrick nel momento in cui coincidevano due grandi momenti della sua vita: le nozze d\u2019oro con la moglie Magda e quelle d\u2019argento con la Camerata.<br>Dopo New York i successi continuano: ad Atene, nell\u2019Auditorium dell\u2019American College, e di nuovo a Parigi nella Basilica di St. Eustache, poi in Tunisia nel grande anfiteatro di El Jem, quindi a Praga e a Brno, capoluogo della Moravia. Istanbul e Il Cairo appartengono all\u2019attualit\u00e0.<br>In tutti questi anni Carutti ha saputo improntare i rapporti alla pi\u00f9 bella, schietta amicizia. Beghe e rivalit\u00e0 tipiche degli ambienti artistici qui non trovano spazio. Infine, sapendo quanto siano profondi i reciproci vincoli affettivi che legano il presidente Carutti e i suoi \u201cbambini\u201d, non si pu\u00f2 fare a meno di parlarne. Si tratta di strumentisti e di coristi che, in genere, hanno visto la Camerata fin dalla sua nascita collaborandovi, in tempi e modi diversi, ma sempre e comunque con grande entusiasmo e dedizione. Alcuni di essi conservano vivo il ricordo del maestro Gerelli e degli episodi di vita artistica vissuti con il grande \u201cLeo\u201d. Comunque tutti i \u201cbambini\u201d, noti anche per la loro ormai matura et\u00e0, hanno dedicato alla Camerata del loro Gianni capacit\u00e0, entusiasmo e sensibilit\u00e0 musicale affinch\u00e9 la stessa potesse operare in ambiti sempre pi\u00f9 vasti e prestigiosi. Si tratta dei violinisti Gino Nazzari, Italo Pestoni, Mario Zanacchi, del pianista Piergiorgio Frati, dei coristi Renzo Ghisolfi, Guido Rodope, Fausto Dalla Noce, Gianfranco Ferrari, Ernesto Cocchetti e della cantante Masako Tanaka Protti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La camerata di Cremona debutta il 16 aprile 1961 al Teatro Ponchielli, diretta da Ennio Gerelli, con al primo violino Giulio Franzetti. 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